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SoundTrack - Colonna Sonora

Twilight - The Movie Original Score
La Colonna Sonora di Twilight è composta da molteplici artisti, tutti abbastanza famosi e dai nomi noti. Molti di questi sono più volte stati identificati dalla stessa Stephanie Meyer come sue fonti di ispirazione per la stesura dei libri, come i Muse o i Linkin Park. Altri, come la band pop-punk Paramore ed il musicista Carter Burwell hanno invece ricevuto ed accettato l'invito alla stesura di brani collegati in musica e testo alla Trama del film. In particolare, Burwell ha composto la ninna nanna che Edward dedica a Bella, poiché ritenuto dalla regista Hardwicke molto vicino alle doti musicali di Edward.
Di conseguenza, si può affermare che la Soundtrack di Twilight è una vera e propria compilation di musica alternativa moderna.

  1. MuseSupermassive Black Hole
  2. ParamoreDecode
  3. The Black GhostsFull Moon
  4. Linkin ParkLeave Out All the Rest
  5. MuteMathSpotlight (Twilight Mix)
  6. Perry FarrellGo All The Way (Into The Twilight)
  7. Collective SoulTremble For My Beloved
  8. ParamoreI Caught Myself
  9. Blue FoundationEyes On Fire
  10. Robert PattinsonNever Think
  11. Iron & WineFlightless Bird, American Mouth
  12. Carter BurwellBella's Lullaby

 



























































Benvenuti in "Vampire Heart". Come è facilmente intuibile, il sito riguarda il fantastico mondo della Saga di Twilight (composta dai libri Twilight, New Moon, Eclipse e Breaking Dawn), che prende vita dalla penna di Stephanie Meyer. Negli ultimi tempi si stà sviluppando il cosidetto "Fenomeno Twilight", che definisce il libro (ed il film da esso tratto) come "l'Harry Potter degli emo" o come "la nuova generazione di Vampiri". Questo sito non è in alcun modo legato né a questa, né ad altre idee e nasce con lo scopo di fornire informazioni principali, essenziali e curiosità da un punto di vista oggettivo e letterario cercando quindi di essere una guida, un punto di riferimento su ciò che si ha di certo sui libri. È per questo che, salvo casi eccezionali, non vi saranno particolari aggiornamenti o news, sennonché per l'aggiunta o la miglioria delle sezioni già esistenti. Nonostante questo, ogni richiesta di collaborazione, aiuto o affiliazione è ben accetta. Così come critiche, suggerimenti o migliorie. Anche, se si notano errori nelle pagine del sito. Twilight... «Ma il branco che giunse nel nostro territorio all'epoca del mio bisnonno era diverso. Non cacciavano come gli altri membri della loro specie, non erano pericolosi per la tribù. Perciò il mio avo stipulò una tregua. Se loro avessero promesso di stare lontani dalla nostra terra, noi li avremmo protetti dai visi pallidi». * [Parlando di un compagno innamorato di Isabella] «Per questa settimana è meglio che io e te non esageriamo, con il povero Mike. Non è il caso di fargli saltare i nervi». I suoi occhi danzavano: l'idea lo divertiva più di quanto fosse lecito. «Povero Mike», mormorai, preoccupata dal tono in cui aveva detto "io e te". Mi piaceva più di quanto fosse lecito. * Di tre cose ero del tutto certa. Primo, Edward era un vampiro. Secondo, una parte di lui – chissà quale e quanto importante – aveva sete del mio sangue. Terzo, ero totalmente, incondizionatamente innamorata di lui. * [Dialogo tra Edward ed Isabella] «Così il leone si innamorò dell'agnello...» mormorò. Guardai altrove nascondendogli i miei occhi, elettrizzata da quelle parole. «Che agnello stupido...» sospirai. «Che leone pazzo e masochista...» * [Dialogo tra Edward e Isabella, parlando di ciò che lei ha detto nel sonno] «Hai detto che mi amavi» «Lo sapevi già» dissi, chinando la testa «Però è stato bello sentirlo» Affondai la faccia nella sua spalla «Ti amo», sussurrai «Tu sei la mia vita adesso.» * [parlando a Isabella] Edward: Se fossi capace di sognare, sognerei te. E non me ne vergogno. * [Edward a Isabella] «Isabella». Pronunciò il mio nome completo con attenzione; poi, con la mano libera, giocò con i miei capelli, scompigliandoli. Quel contatto così casuale mi scatenò una tempesta dentro. «Bella, arriverei a odiare me stesso, se dovessi farti del male. Non hai idea di che tormento sia stato», abbassò gli occhi, intimorito, «il pensiero di te immobile, bianca, fredda... di non vederti più avvampare di rossore, di non poter più cogliere la scintilla nel tuo sguardo quando capisci che ti sto prendendo in giro... non sarei in grado di sopportarlo». Mi fissò con i suoi occhi meravigliosi e angosciati. «Ora sei la cosa più importante per me. La cosa più importante di tutta la mia vita». * Isabella: «Ti vedrò spesso? Starai qui spesso, davvero?» Edward: «Per tutto il tempo che vuoi.» Isabella: «Attento, perché ti vorrò sempre. Per sempre.» * «Ho pensato che se proprio devo andare all'inferno, tanto vale andarci in grande stile» (Edward Cullen) * Se la vita ti offre un sogno che supera qualsiasi tua aspettativa, non è giusto lamentarsi perché alla fine si conclude. (Isabella, voce narrante) * Edward: «Stammi a sentire. Ti amo più di qualsiasi altra cosa al mondo, senza eccezioni. Non ti basta?» Bella: «Si, mi basta» [...]«Per sempre». * [Isabella ad Edward, discutendo sulla capacità momentanea di lei di guidare] «Pensi che sia ubriaca?» «Sei intossicata dalla mia presenza.» Riecco quel ghigno malizioso. «Non ti posso dare torto.» * «Ma il branco che giunse nel nostro territorio all'epoca del mio bisnonno era diverso. Non cacciavano come gli altri membri della loro specie, non erano pericolosi per la tribù. Perciò il mio avo stipulò una tregua. Se loro avessero promesso di stare lontani dalla nostra terra, noi li avremmo protetti dai visi pallidi». (Jacob Black) * "Tu sei esattamente la mia qualità preferita di eroina." Edward * "Se fossi capace di sognare, sognerei te. E non me ne vergogno." Edward * "Abbaglio anche te?" "Spesso" confessai. Edward e Bella * "Mi dispiace che ci sia stato un fraintendimento, ma Bella è occupata stasera. Anzi, per la verità è occupata tutte le sere, per chiunque, escluso il sottoscritto. Senza offesa. Spiacente che la serata non sia andata come speravi." Edward * "E se non fossi il supereroe? Se fossi il cattivo?" Edward * "Con tutto ciò che in me potrebbe terrorizzarti, ti preoccupi di come guido" Edward * “Per quasi novant’anni ho vissuto tra quelli della mia specie, e della tua…sempre certo di bastare a me stesso, senza sapere ciò che stavo cercando.E senza trovare nulla, perché non eri ancora nata.” Edward * [Edward e Isabella] «Pensi che migliorerò mai», chiesi più a me stessa che a lui. «Che un giorno il mio cuore la smetterà di cercare di uscirmi dal petto ogni volta che mi sfiori?». «Spero proprio di no», mi rispose vagamente compiciuto. * Confusa disorientata, cercai di non badare al rosso vivo del sangue che mi colava dal braccio.. e incrociai gli sguardi eccitati di sei vampiri improvvisamente famelici [Isabella] * [Isabella] «Cosa ti tenta di più: il mio sangue o il mio corpo?» [Edward] «L'uno e l'altro». * «Prometto che è l'ultima volta che mi vedi. Non tornerò. Non ti costringerò mai più ad affrontare una situazione come questa. Proseguirai la tua vita senza nessuna interferenza da parte mia Sarà come se non fossi mai esistito». [Edward] * «Non preoccuparti. Sei un essere umano.. la tua memoria è poco più di un colino. Il tempo guarisce tutte le vostre ferite»[Edward] * Con le gambe tremanti, senza rendermi conto di quanto fosse inutile, lo seguii nella foresta. Le tracce del suo cammino erano svanite all'istante. Non c'erano impronte, le foglie erano tornate immobili, ma continuavo a camminare senza pensare. Non riuscivo a smettere. Dovevo continuare a muovermi. Se avessi smesso di cercarlo, sarebbe stata la fine. Amore, vita, significato ... la fine di tutto. [Isabella]fanfiction fanfic twilight omosessuale gay doujinshi yaoi edward x jacob download musica paramore decode share rapidshare twilight mediafire megaupload * [Isabella] Sarà come se non fossi mai esistito, me lo aveva promesso. Sentii il pavimento di legno liscio sotto le ginocchia, poi sul palmo delle mani e infine contro la guancia. Speravo di svenire, ma purtroppo non persi conoscenza. Le ondate di dolore da cui prima ero stata appena sfiorata ora si innalzavano di fronte a me e mi si infrangevano addosso, trascinandomi giù. E dal fondo non riemersi. * Il tempo passa. Anche quando sembra impossibile. Anche quando il rintocco di ogni secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite. Passa in maniera disuguale, tra strani scarti e bonacce prolungate, ma passa. Persino per me. [Isabella] * Ricordare era vietato, dimenticare mi faceva paura; era un confine difficile da attraversare. [Isabella] * A volte la lealtà è una zavorra pesante (jacob) * Chi ama ha il potere di distruggere. E io ero stata distrutta, sbriciolata. [Isabella] * L'amore è irrazionale, più ami qualcuno, più perdi il senso delle cose. * [Edward e Isabella parlando della trasformazione di lei in vampira] «Lasciamo perdere i limiti temporali se vuoi che sia a compiere il gesto, lo farò ma ad una condizione» «Quale?» il suo sguardo era prudente. Parlò lentamente. «prima sposami» «E dai ho soltanto 18 anni!» «Beh, io quasi 110, è ora che metta la testa a posto.» * «[...]Ti ho amata sempre e sempre ti amerò. Ho pensato a te, visto il tuo volto nei ricordi, durante ogni minuto di lontananza. Dirti che non ti volevo più è stata una terribile bestemmia.» (Edward Cullen) * «[...]Prima di te, Bella, la mia vita era una notte senza luna. Molto buia, ma con qualche stella: punti di luce e razionalità...Poi hai attraversato il cielo come una meteora. All'improvviso, tutto ha preso fuoco: c'era luce, c'era bellezza. Quando sei sparita, la meteora è scomparsa dietro l' orizzonte e il buio è tornato. Non era cambiato nulla, ma i miei occhi erano rimasti accecati. Non vedevo più le stelle. Niente aveva più senso. [...]» (Edward Cullen) * [Isabella voce narrante, parlando di Edward] C'era una sola cosa alla quale dovevo credere se volevo continuare a vivere: la certezza della sua esistenza. Per me era tutto. Al resto avrei saputo resistere. A patto che lui fosse ancora vivo e reale. * [Isabella voce narrante, parlando di Edward Cullen] Il legame che ci univa era più forte della distanza, dell'assenza e del tempo. Poco importava che fosse più speciale, bello, brillante o perfetto di me, ormai anche lui era coinvolto e condizionato in modo irreversibile. Era destinato a essere mio, per sempre, come io appartenevo a lui. * Ci trovavamo entrambi in pericolo di morte. eppure, in quell'istante, mi sentìì bene. Intera. Finalmente sentivo il cuore pompare nel petto, il sangue scorrere caldo e veloce nelle vene. I miei polmoni si riempirono del dolce profumo della sua pelle. La voragine si era chiusa senza lasciare traccia. Mi sentivo perfetta, come se la ferita non si fosse mai spalancata * Jacob: «Ti piaccio, vero?» Isabella: «Si, lo sai anche tu.» Jacob: [Riferendosi a Mike Newton, nel bagno a rimettere] «Più di quel pagliaccio che sta vomitando l'anima là dietro?» Isabella: «Si.» Jacob: «Più di tutti i ragazzi che conosci?» Isabella: «Anche più di tutte le ragazze.» Jacob: «Ma non c'è altro.» Isabella: «Si» Jacob: «Va bene così, sai. Mi basta sapere che ti piaccio più di tutti. E che pensi che io sia, come dire, bello. Sono pronto a perseguitarti per sempre.» * La sua voce era velluto e miele. "La morte che ha libato il miele del tuo respiro, nulla ha potuto ancora sulla tua bellezza" mormorò e riconobbi i versi pronunciati da Romeo sulla tomba di Giulietta. * Avevo dimenticato cosa fosse la vera felicità. La felicità. Rendeva sopportabile persino la morte. * Tra il dolore e il nulla, avevo scelto il nulla. * [Isabella, voce narrante, parlando della voce di Edward] Quella voce l'avrei riconosciuta ovunque; la riconoscevo sempre con emozione, che fossi sveglia, addormentata... persino da morta. La voce per cui ero disposta a camminare nel fuoco, oppure, senza esagerare, a sguazzara una vita intera sotto un'interminabile pioggia fredda. * Anziché spostarmi, continuai a pensare a Giulietta. Chissà cosa avrebbe fatto se ad allontanare Romeo da lei non fosse stato il divieto dei genitori, ma un semplice calo di interesse. E se poi Rosalina gli si fosse concessa facendogli cambiare idea? Cosa sarebbe accaduto se fosse sparito, anziché sposare Giulietta? In cuor mio sapevo come si sarebbe sentita. Non sarebbe tornata alla sua vecchia vita, non del tutto. Di certo non si sarebbe lasciata il passato alle spalle. Anche se fosse sopravvissuta fino a diventare vecchia e grigia, le sarebbe bastato chiudere gli occhi per rivedere il volto di Romeo. Prima o poi se ne sarebbe fatta una ragione. Chissà forse alla fine avrebbe sposato Paride, tanto per placare i suoi e non creare scompiglio. No, probabilmente no. Del resto, di Paride si sapeva molto poco. Era soltanto un personaggio di contorno – un surrogato, una minaccia, una scadenza fissata per forzarle la mano. E se Paride fosse stato qualcosa di più? Un amico? Il migliore amico di Giulietta? Se fosse stato l'unico a cui la giovane avesse svelato la devastante storia con Romeo? L'unica persona che la capisse davvero, che la facesse sentire quasi un essere umano? Se fosse stato paziente e gentile? Se si fosse preso cura di lei? Che ne sarebbe stato, se Giulietta avesse capito di non poter sopravvivere senza di lui? Se fosse stato davvero innamorato di lei, desideroso di farla felice? E. . se Giulietta si fosse innamorata di Paride? Non come di Romeo. Niente a che vedere, certo. Ma abbastanza per desiderare che anche lui fosse felice? Se Romeo se ne fosse andato per non tornare mai più, sarebbe importato qualcosa che Giulietta accettasse l'offerta di Paride? Forse sarebbe stato meglio per lei ricucire i brandelli di vita che si era lasciata alle spalle. Forse, così avrebbe raggiunto quel poco di felicità che le era ancora concessa. Forse stavo esagerando con le mie riflessioni. Era impossibile che Romeo cambiasse idea. Ecco perché la gente ricordava i loro nomi sempre uniti : Romeo e Giulietta. Ecco perché era una gran bella storia. Giulietta si accontenta di Paride non avrebbe mai sfondato. . * Dopotutto, quante lacerazioni può sopportare un cuore prima che smetta di battere? Nei giorni precedenti avevo incassato colpi mortali, e non mi avevano rafforzata. Anzi, mi sentivo orribilmente fragile, come se bastasse una parola a sbriciolarmi. (p. 390) * Mi sentivo una luna solitaria – dopo che il mio pianeta era stato distrutto da un cataclisma – che si ostinava a girare attorno ad uno spazio vuoto, facendosi beffe della gravità. * Di tanto in tanto, mentre parlava con Alice, Edward si chinava su di me e mi baciava. Le sue labbra liscie come il vetro mi sfioravano i capelli, la fronte, la punta del naso. Ogni volta risvegliava il mio cuore assopito con una scossa elettrica. L'eco dei suoi battiti si perdeva nella stanza. Era il paradiso... ma al centro esatto dell'inferno. (p. 387) * [Edward e Bella] «Ciò che provo per te non cambierà mai... certo che ti amo, e tu non puoi farci niente!» «Non avevo bisogno di sentire altro». A quel punto sentii la sua bocca sulla mia e mi arresi. E non perché fosse mille volte più forte di me. La mia volontà si sbriciolò nell'istante preciso del contatto. Il bacio non fu affatto prudente come a quelli che ricordavo, ma andava benissimo così. Se proprio dovevo perdere un altro brandello di me stessa, meglio esagerare. Perciò restituii il bacio, mentre il cuore scandiva un ritmo spezzato e disordinato, il respiro si trasformava in affanno, e le dita cercavano ingorde il suo viso. Sentivo il suo corpo marmoreo aderire al mio ed ero felice che non mi avesse ascoltata: non c'era dolore al mondo per cui valesse la pena di rinunciare a quell'istante. Le nostre mani riprendevano confidenza con il viso dell'altro e nei brevi istanti in cui le labbra si separavano, lui sussurrava il mio nome. * [Edward ed Isabella, parlando dell'effetto della vampirizzazione sull'anima] «Sei impaziente di essere dannata per l'eternità» «Non ci credi neanche tu, è inutile fingere.» Mi guardò torvo, pronto a ribattere, ma io fui più veloce di lui. «Se fossi stato convinto d'aver perso l'anima, quando ti ho ritrovato a Volterra avresti capito cosa stava accadendo anziché ritenerci morti entrambi. Invece no, hai detto 'Straordinario. Carlisle aveva ragione'» esclamai trionfante. «Dopotutto dentro te c'è un filo di speranza». Per una volta fui io a lasciarlo senza parole. «Perciò questa speranza conserviamola entrambi. Non che m'importi granché. Se ci sei tu non ho bisogno del paradiso». * [Edward a Isabella, chiedendole di sposarlo] «Isabella Swan?» Mi guardò da dietro quelle ciglia incredibilmente lunghe, con occhi dorati, dolci e al tempo stesso ardenti. «Prometto di amarti per sempre, ogni singolo giorno, per l'eternità. Mi vuoi sposare?» Avrei voluto dire un sacco di cose, alcune niente affatto belle, altre vergognosamente sdolcinate e romantiche, che forse nemmeno nei suoi sogni mi aveva mai sentito dire. Eppure, invece di sentirmi in imbarazzo, sussurrai: «Sì». * [Isabella voce narrante, parlando di Edward] Di fronte a lui non avrei mai ammesso quanto fosse dura per me quando non c'era, quanto in fretta si risvegliassero gli incubi dell'abbandono. Se glielo avessi detto lo avrei intimorito, terrorizzato, e si sarebbe rifiutato di allontanarsi persino di fronte ai motivi più stringenti. Sarebbe stato come all'inizio subito dopo il ritorno dall'Italia. I suoi occhi dorati erano diventati scuri e aveva sofferto la sete più del necessario. Per questo avevo deciso di fare la coraggiosa e lo cacciavo di casa ogni volta che Emmett e Jasper volevano partire. Eppure credo che avesse capito come stavo. Un po'. Quella mattina c'era un biglietto sul mio cuscino: Tornerò talmente presto che non avrai neanche il tempo di sentire la mia mancanza. Prenditi cura del mio cuore, te l'ho lasciato. * [Edward a Isabella] «Hai idea di quanto importante tu sia per me? Riesci a renderti conto di quanto ti amo?». Mi strinse più forte contro il suo petto marmoreo e accolse la mia testa sotto il mento. Sfiorai con le labbra il suo collo freddo come la neve. «Mi rendo conto del mio amore per te», risposi. «È come paragonare un alberello a un'intera foresta». Alzai gli occhi al cielo, senza che Edward potesse vedermi. «Impossibile». * «Non trovo le parole giuste per dirtelo», rispose Edward, cupo. «Ti sembrerà crudele, temo. Ma ho rischiato già troppe volte di perderti. So quanto pesa la certezza di non averti più. Non intendo tollerare alcun comportamento pericoloso». (Edward Cullen) * [Edward a Isabella, parlando della sua dipartita in New Moon] «Non mi perdonerò mai di averti abbandonata», sussurrò. «Nemmeno se vivrò altri mille anni.» Avvicinai una mano al suo viso e attesi finché non lo vidi sospirare e aprire gli occhi. «Hai soltanto cercato di prendere la decisione migliore. E sono certa che avrebbe funzionato, con qualcuno meno pazzo di me. Ma adesso sei qui. Solo questo conta». * [Edward Cullen a Isabella Swan] «Se fosse possibile imbottigliare la tua sfortuna, avremmo tra le mani un'arma di distruzione di massa». * «Dormi, mia Bella. Fai tanti bei sogni. Tu sei l'unica ad avermi mai preso il cuore. Sarà per sempre tuo. Dormi, mio unico amore.» (Edward Cullen) * Edward:«Sai, Jacob, se non fosse che siamo nemici giurati e che ti piacerebbe rubarmi la mia unica ragione di vita, penso che mi andresti a genio.» Jacob: «Forse, se non fossi un vampiro disgustoso che ha in programma di succhiare la vita alla ragazza che amo... be', no, nemmeno in quel caso.» * [Isabella voce narrante, parlando di un bacio dato prima della battaglia finale] Il cervello si scollegò dal corpo e mi ritrovai a baciare Jake. Contro ogni logica, le mie labbra si muovevano assieme alle sue in una maniera strana e incomprensibile, mai sperimentata prima – perché con Jacob non dovevo stare attenta, e di certo lui non doveva esserlo con me. Strinsi le dita tra i suoi capelli, ma stavolta per avvicinarlo a me. Era ovunque. Il sole abbagliante inondò di rosso i miei occhi ed era il colore giusto, con tutto quel caldo. Il caldo era ovunque. Non vedevo, non sentivo, non provavo nient'altro che non fosse Jacob. L'unico frammento di cervello che manteneva un po' di lucidità mi urlava domande. Perché non la smettevo? E, peggio ancora, perché non trovavo in me stessa nemmeno il desiderio di smettere? Non volevo che si fermasse: perché? Perché le mie mani gli stringevano le spalle ed erano felici di sentirle larghe e forti? Di sentire anche le sue mani sul mio corpo, e di desiderare che stringessero ancora di più? Domande stupide, perché la risposta era chiara: avevo mentito a me stessa. Aveva ragione Jacob. L'aveva sempre avuta. Era più di un semplice amico. Ecco perché non riuscivo a dirgli addio: ero innamorata di lui. Sì. Lo amavo, più di quanto avrei dovuto, e tuttavia non abbastanza. Ero innamorata di lui, ma ciò non bastava a cambiare nulla; era soltanto sufficiente a ferirci entrambi. A ferirlo, peggio di quanto avessi mai fatto. E, più di tutto, una cosa avevo a cuore: la sua sofferenza. Io meritavo ampliamente di patire ogni conseguenza della situazione. Speravo di stare male. Speravo di soffrire davvero. In quel momento era come se fossimo un'unica persona. Il suo tormento era sempre stato e sarebbe sempre stato anche mio ma, ora, la sua gioia era la mia. Anch'io ne provavo, eppure nella sua felicità coglievo un velo di sofferenza. Era quasi tangibile e mi bruciava sulla pelle come acido, in una lenta tortura. Per un secondo breve ma infinito, vidi una stanza diversa srotolarsi al di là delle palpebre che sigillavano i miei occhi inondati di lacrime. Come se guardassi attraverso il filtro dei pensieri di Jacob, capii, con esattezza a cosa avrei rinunciato, cos'avrei perso malgrado la mia nuova consapevolezza di me stessa. Vedevo Charlie e Renée confusi in uno strano collage insieme a Billy, Sam a La Push. Vedevo gli anni passare, e il loro passaggio significava qualcosa, mi cambiava. Mi vedevo assistita e protetta, nel bisogno, dall'enorme lupo rossiccio e marrone che amavo. Per un minuscolo frammento di quel secondo vidi le teste ciondolanti di due bambinetti con i capelli neri che giocavano a rincorresi nella foresta tanto familiare. Quando sparirono, portarono con sé il resto della visione. Poi, distintamente, sentii aprirsi una crepa nel mio cuore, mentre un suo minuscolo frammento si staccava da tutto il resto. Le labbra di Jacob si fermarono prima delle mie. Aprii gli occhi e lo trovai che mi fissava meravigliato e festoso. «Devo andare», sussurrò. «No». Sorrise, lieto della mia risposta. «Torno presto», promise. «Prima, però, una cosa...» Riprese a baciarmi e non c'era più ragione di resistere. Perché mai? Stavolta era diverso. Sentivo le sue mani lievi sul mio volto, le labbra calde e delicate, sorprendentemente timide. Fu breve, e tanto, tanto dolce. Mi avvolse tra le sue braccia e mi cullò stretta mentre mi sussurrava all'orecchio. «Questo doveva essere il nostro primo bacio. Meglio tardi che mai.» Contro il suo petto, dove non poteva vedere, le mie lacrime si addensarono e scesero. * Jacob:«È come una droga per te, Bella. Ormai ho capito che senza di lui non puoi vivere. È troppo tardi. Ma io sarei stato una scelta più sana. Non una droga: io sarei stato l'aria, il sole» Isabella: «Anch'io ne ero convinta, sai. Eri come un sole. Il mio sole personale. Il rimedio migliore alle nuvole» Jacob: «Con le nuvole posso farcela. Ma non posso cavarmela contro un'eclissi» * [Isabella a Jacob] «La cosa peggiore è che ho visto tutta... la nostra vita assieme. E la desidero, Jake, la desidero più di ogni cosa. Vorrei restare qui e non andarmene mai più. Vorrei amarti e renderti felice. Ma non posso, e mi sento morire.» * [Jacob Black, voce narrante] Perso in quel silenzio, non sarei tornato mai più. Altri prima di me avevano preferito questa forma all'altra. Forse, se fossi fuggito abbastanza lontano, non sarei più stato costretto a sentire... Accelterai il ritmo della corsa per fuggire a Jacob Black. * «Ti va di ascoltare la mia storia, Bella? Non ha un lieto fine... Del resto, quale fra le nostre storie ce l'ha? Se ci fosse stato un lieto fine, a quest'ora saremmo tutti sottoterra.» (Rosalie Cullen) * Isabella: «A te quando credi succederà?» Jacob: «Mai.» Isabella: «È un istinto incontrollabile o no?» Jacob: «In teoria, no. Tutto sta nel 'vederla', colei che ti dovrebbe essere destinata.» Isabella: «E tu pensi che non esista perché non l'hai ancora vista? Jacob, tu hai visto ancora pochissimo del mondo. Persino meno di me.» Jacob: «Sì, è vero. Ma non vedrò mai nessun'altra, Bella. Io vedo soltanto te. Anche quando chiudo gli occhi e provo a pensare a qualcos'altro. Chiedi a Quil o Embry. Li sto facendo impazzire» * «Bella, sono innamorato di te. Bella, ti amo. E voglio che tu scelga me invece che lui.» (Jacob Black) * Jacob: «Quando se n'è andato hai sprecato tutte le tue energie per non dimenticarlo. Potresti essere felice se lasciassi perdere. Potresti essere felice con me» Isabella: «Non voglio essere felice con nessun altro. Solo con lui.» * «Le cause perse sono la mia passione.» (Jacob Black) * E rimise l'anello al suo posto, sull'anulare della mia mano sinistra. Dove sarebbe rimasto... probabilmente per l'eternità. * Esiste qualcosa capace di eclissare un anima gemella? (Isabella Swan) * «Ti amo, ti voglio, adesso.» (Edward Cullen) * Isabella: «Insomma, questo è quanto. Non andremo a letto insieme finché non ci saremo sposati» Edward: «Tecnicamente, i vampiri non hanno bisogno né di dormire, né di letti» * [A Edward] «Jacob è uno di famiglia. Tu sei... bè, non esattamente l'amore della mia vita, perché mi aspetto di amarti molto più a lungo. Sei l'amore della mia esistenza. E non mi interessa se uno è un licantropo e l'altro un vampiro. Se mai scopriremo che Angela è una strega, si unirà alla festa anche lei.» (Isabella Swan) * [Edward a Isabella] «Comunque, hai ragione. Questo casco ha i suoi svantaggi.» E me lo tolse per potermi baciare. * Isabella: [Parlando della sua vita da vampira] «Quanto sarò forte, io?» Edward: «Più di me.» Isabella: «Anche più di Emmett?» Edward:«Certo. Fammi un favore, sfidalo a braccio di ferro. Sarebbe una bella esperienza per lui.» * «Pensa che le mie traduzioni lascino un po' a desiderare. In realtà ha pensato:»Che cazzata. Cosa c'è da preoccuparsi?» Ho adattato le sue parole perché mi erano sembrate volgari.» (Edward Cullen) * Edward:«Tu non hai ucciso nessuno.» Isabella:«Che tu sappia...» * [Bella ad Edward, parlando della prima notte di nozze] Abbozzai un sorriso, sollevai la mano libera – che non tremava più – e la posai sul suo cuore. Il suo respiro si fece più agitato. «Ho promesso che ci avremmo provato», sussurrò, improvisamente nervoso. «Se... se faccio qualcosa che non va, se ti faccio male, dimmelo subito». Annuii con espressione seria. Mi avvicinai fra le onde fino a posare il capo sul suo petto. «Non temere, " mormorai. «Noi ci apparteniamo». Le sue braccia mi avvolsero stringendomi a lui, estate e inverno. «Per sempre», aggiunse Edward e mi trascinò con dolcezza verso acque più profonde. (p. 87) * Jasper, cosa fanno i vampiri per l'addio al celibato? Non lo porterete ad uno strip club, vero? (Bella) * Dimenticai la folla, il luogo, il tempo, la ragione. Ricordavo solo che mi amava, che mi voleva, che ero sua. (Bella) * Bella: [Parlando della sua salute] «Quanto brutta me la sto passando?» Edward:«Tantissimo.» * «Voi mi avete regalato una casa per il mio compleanno?» (Bella Cullen) * [Edward ad Alice] «Per essere così piccola, sei un fastidio gigantesco.» * [Si riferisce ai lividi che le ha lasciato facendo l'amore] «Guardati Bella. E dimmi che non sono un mostro»(Edward) * [Parlando del cottage di Edward e Bella] «Quindi è ancora in piedi? Ero convinto che l'avreste demolita. Cos'avete fatto stanotte, avete discusso del debito pubblico?»(Emmett) * [A Bella, parlando del pericolo che corre tenendo il bambino] «Allora dimmi a che cosa è servito, Bella! Che senso ha avuto amarti? Che senso ha avuto il tuo amore per lui? Pensi che quando morirai tutto tornerà a posto? Che senso avrà avuto tanto dolore, mio, tuo e suo!? Non che me ne importi, ma finirai per uccidere anche lui. E a quel punto la tua perversa storia d'amore a cosa sarà servita Bella?» (Jacob Black) * «Diremo ad Alice che ho corso per andare nell'armadio» bisbigliai, intrecciando le mie dita ai suoi capelli di bronzo e tirando il suo viso al mio. «Le diremo che ho speso ore per vestirmi. Le mentiremo». (Bella) * [Alice sta preparando Bella per il matrimonio] Alice: «Nessuno oserà dire che sei 'insignificante' dopo che avrò finito». Isabella «Per forza, avranno paura che tu li dissangui». * Fu un bacio tenero, adorante. Dimenticai la folla, il luogo, il tempo, la ragione. Ricordavo solo che mi amava, che mi voleva, che ero sua. Lui lo aveva iniziato e stava a lui concludere quel bacio, ma io lo strinsi forte, ignorando le risatine e i colpi di tosse dei presenti. * ...era impossibile che fossi incinta. L'unica persona con cui avessi fatto del sesso era un vampiro, maledizione! (Bella) * [A Jacob che ha avuto l'imprinting su Renesmee appena nata] «Come hai osato avere l'imprinting con mia figlia? Sei fuori di testa?!». (Bella) * [Parla di Edward] Lo fissai negli occhi e per la prima volta udii la mia voce. «Ti amo» dissi, ma sembrava che stessi cantando. La mia voce risuonò e tintinnò come una campana. Il suo sorriso di risposta mi stordì più di quando ero umana; finalmente lo vedevo davvero. «Ti amo anch'io» mi disse. Mi prese il volto fra le mani e avvicinò i nostri volti abbastanza lentamente da ricordarmi di stare attenta. Mi baciò, un bacio all'inizio leggero come un sussurro e all'improvviso più forte, intenso. Cercai di tenere a mente che dovevo essere delicata, ma era un lavoraccio ricordarsene nel mezzo di quella carica di di sensazioni, dov'era difficile conservare un pensiero coerente. Fu come se quello fosse il nostro primo bacio. In effetti non mi aveva mai baciata in quel modo. Sebbene l'ossigeno non mi servisse più, il mio respiro accelerò, divenne affannoso come quando bruciavo. Ma era un fuoco diverso. (Bella) * [Riferendosi alla facilità con cui si è adattata alla sua vita da vampiro.] Era una sensazione strana – eppure non mi sorprendeva, perché tutto ormai era strano –, quella di possedere un talento naturale per qualcosa. Da umana non ero mai stata la migliore in niente. Con Renée me l'ero cavata abbastanza bene ma, probabilmente, un mucchio di gente se la sarebbe cavata meglio; Phil mi sembrava in gamba. A scuola andavo bene, ma non ero mai stata la prima della classe. Doti sportive nemmeno a parlarne. Nessuna inclinazione artistica né musicale, nessun talento particolare da vantare. Premi a chi leggeva troppo non ne davano mai. D'un tratto mi resi conto che avevo rinunciato da tempo a qualche aspirazione di emergere, di brillare. Sfruttavo al meglio ciò che avevo, senza mai sentirmi a posto veramente nel mio mondo. Adesso, invece, era diverso. Ero stupefacente per loro e per me stessa. Era come se fossi nata per essere vampira. Al pensiero mi venne voglia di ridere, persino di mettermi a cantare. Avevo trovato il mio posto nel mondo, un posto su misura per me, il posto in cui brillare. (Bella) * [Excipit] E poi continuammo a occuparci beati di quella parte piccola, ma perfetta, della nostra eternità.